Nelle note biografiche riguardo ai Disaffected si parla di “modern thrash metal”, forse per il semplice fatto che siano difficilmente catalogabili all’interno di un sottogenere. Dopo ben 17 anni dal loro album d’esordio, i portoghesi escono con il secondo full-lengh dal titolo “Rebirth”. La “rinascita” dei lusitani è, a mio avviso sono parzialmente riuscita e ne spiego di seguito le ragioni. Musicalmente e tecnicamente i Dissafected sono ineccepibili, ottimi cambi di tempo, virtuosismi interessanti, come ad esempio quelli del bassista Antonio Giao, il suo strumento si sente in evidenza su tutto l’album, mentre il suono delle chitarre viene tenuto molto basso, tanto che si può parlare molto più correttamente di death metal melodico in certi momenti. Addirittura ad un certo punto c’è un pezzo di poco più di due minuti suonato solo con il pianoforte, dal titolo “Miracle Dance”. Quindi qual è il problema? Il problema sta nelle parti vocali; Josè Costa ha una voce simile a quella del leader dei connazionali Moonspell ma, decisamente più statica e monocorde e, nemmeno degli innesti di voci pulite femminili e i backing vocals del batterista Octavio Custodio migliorano la situazione. Per di più in certi momenti sembra che gli arrangiamenti della band vadano in una direzione mentre quelli del cantante in un'altra, creando una disarmonia inquietante. Peccato perché ai Disaffected basterebbero pochi aggiustamenti per poter diventare un band di culto tra gli amanti del metal estremo melodico. Consiglio in ogni caso i Disaffected agli amanti dei Moonspell ma anche dei Dark Tranquillity, molto affini ai portoghesi nello stile.






