I Before The Dawn tornano sulle scene con “Rise Of The Phoenix”, album che vede impegnata metà della formazione nuova. Della vecchia line-up sono infatti rimasti solamente Tuomas Saukkonen e Juho Räihä. Musicalmente parlando siamo di fronte ad un metal melodico ed oscuro, come spesso viene definito “dark metal”, anche se la band finlandese si distingue sempre abbastanza per la sua originalità e per la ricercatezza nei dettagli, ma soprattutto per le “immagini” che la propria musica riesce ad evocare. Il disco è suonato e prodotto piuttosto bene, riff efficaci si alternano tuttavia a momenti leggermente più scontati e per quanto risulti godibile l’ascolto di “Rise Of The Phoenix”, non mi ha convinto moltissimo. C’è infatti una bella differenza tra un brano come “Pitch-Black Universe”, uno dei più belli in ambito metal che abbia ascoltato negli ultimi anni, e tra un pezzo come “Cross To Bear”. Tanti riff, tanta intensità, ma credo che le idee messe in campo non siano sempre dello stesso spessore. Una maggior ricerca sonora piuttosto che un dispiego a volte monotono di riff rocciosi, avrebbe a mio parere fatto una bella differenza. Il titolo del disco mi è piaciuto molto e credo che la copertina sia molto ben fatta, anche se non l’avrei necessariamente collegata al contenuto sonoro del disco, la sensazione che ho avuto è che i finlandesi abbiano voluto esprimere letteralmente un viaggio interiore, come se l’album raccontasse un percorso, una rinascita in parte legata al vissuto di tutti i giorni.






