Un camion ringhiante ci guarda fisso negli occhi, a colpi di acceleratore ci sbuffa addosso tutta la propria voglia di vivere, caracollando dietro di sé un rimorchio fatto di sofferte esperienze. Definiamo così in poche righe il sound dei francesi Jumping Jack, band che non fa mistero del proprio amore per il Rock stradaiolo, fatto di sudore, asfalto che brucia e fuoripista sabbiosi. In tal senso allora, ci balena subito agli occhi lo Stoner più acido e potente, quel bieco riflesso che altro non è che il desiderio profondo che ci portiamo dentro e che spesso si materializza come crudele miraggio. “Trucks & Bones” è un lavoro genuino, che non vuol inventare nulla ma che riesce nel proprio sincero approccio ad emozionare. Una volta ingranata la marcia, questo Tir sarà difficile da fermare, sia per la solidità dei suoni, che per i rumori di fondo del proprio motore diesel tutto Blues e Rock. I suoni sono corrucciati, gutturali e profondi nella loro lenta accelerazione, ma poi in grado di raggiungere la carreggiata grazie anche al loro peso. Se sapranno metterci un po’ più del proprio, potranno fare un considerevole ulteriore salto di qualità.






