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Valkija - Avengers Of Steel Valkija - Avengers Of Steel

Valkija - Avengers Of Steel

info

Titolo
Avengers Of Steel
Etichetta
Anno
Durata
49 minuti
Nazionalità
Voto
9
Scritta da
Psychotron

Anno di formazione della band: 1999. Provenienza: città di Catania. Discografia: due demo-CD con buoni consensi alle spalle e nel 2004 la pubblicazione di “Avengers Of Steel”, per Sonic Age Records. Segni particolari: Zoraya, lead singer grintosa e potente come il meglio dell’heavy metal ha saputo esprimere nella sua storia al femminile (Jutta Weinhold, Ann Boleyn, Doro Pesch). Esaurita la pratica burocratica di assegnare un’identità a questa band veniamo al debutto rilasciato dal combo siciliano. In “Avengers Of Steel” la sola “The Unknown Kadath” (chiaramente lovecraftiana) proviene dalle sessions relative ai precedenti demo prodotti dai Valkija; per il resto si tratta di materiale inedito (e che fa sfracelli, aggiungo io!). Dio, Judas Priest, Accept, Candlemass, Lordian Guard, Grave Digger, Virgin Steele, Dokken, Blind Guardian, sono tra le influenze citate dal gruppo. Indubbiamente il background affonda a pieno negli anni ’80 e in tutto il medagliere di memorabilia del metal onesto, borchiato, primigenio e mitologico che l’alba di quei tempi rimane in grado di evocare. Tra epic /doom ed heavy, la musica dei Valkija si dipana maschia e virile, a dispetto delle forme di Zoraya, tutt’altro che disposta, mi pare, ad essere ricordata per la semplice appartenenza al cosiddetto gentil sesso. “The Last One”, “Return Of The King”, “Sign Of The Hammer”, sono bordate deflagranti .... to hell and back again, direbbero i Saxon! Le chitarre suonano aspre e tonanti, perfettamente a proprio agio nel conteste solenne ieratico e declamatorio che il songwriting richiede, per altro meravigliosamente condotto per mano (anzi per ugola) dalla grandiosa prestazione di Zoraya, una donna da sposare!! In alcuni momenti si raggiunge davvero le vette toccate in passato da gloriosi acts quali Manilla Road, Cirith Ungol e Omen. “The Unkown Kadath” paga un pegno altissimo verso gli Zed Yago e i Velvet Viper di Jutta Weinhold; una canzone davvero emozionante. “Son Of Thunder” vi strapperà via le orecchie. E allora riattaccatele al più presto perché ancora dovete provare il dolore del sangue impazzito che vi causerà “Steel Avenger” (Zoraya al suo climax!). Si chiude con l’ispirata “Hatchet Blade”. Un album assolutamente da avere! Tre bands italiane sono citazioni d’obbligo per i Valkija: Domine (primi due album), Doomsword (primi due album), Stormbringer, questi ultimi forse i più vicini al sound e alle atmosfere dei catanesi. Che bello essere nato italiano!

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