E a sorpresa mi è tornata anche la Fiona, rocker americana (di origine irlandese) che negli anni '80 aveva avuto il suo bel perché, e che pareva aver terminato la propria carriera canterina nel 1992 con "Squeeze". Ed invece, la bellezza di 20 anni dopo, Miss Flanagan batte un nuovo colpo, e assesta 11 tracce al cuore dei rockers rimasti orfani della morettona dalla voce calda come una casa nella prateria. Se state pensando ad altre ugole in gonnella da poter paragonare a Fiona, i nomi obbligati a cui fare riferimento sono Bonnie Tyler, Stevie Nicks, Pat Benatar (di cui viene ripescata "Shadows Of The Night", opener song dell'album "Get Nervous"), Alannah Miles; la crema insomma del gentil sesso tradotto in rock 'n' roll. Nonostante l'età infatti (Fiona è entrata nei 50), la carica e la grinta alle quali la singer ci aveva abituato non sono scemate neppure un po', anzi, l'intenzione di rimanere nelle radio e negli stereo di tutti i figli di Elvis non è affatto venuta meno. C'è lo zampino di James Christian (House Of Lords), tant'è che viene facile pensare anche ad una somiglianza con Robin Beck (consorte di Christian), sia per le sonorità, classiche ed eleganti, sia per l'operazione di rilancio dell'artista. Sono della partita, in qualità di songwriters e strumentisti, anche i vari Tommy Denander, Marc Tanner, Bobby Messano (ed ovviamente non poteva mancare il duetto con Robin Beck). "Unbroken" regge bene, come la voce ruvida ed avvolgente di Fiona, la manciata di canzoni è curata con amore e inventiva, e la track list sciorina hard rock e aor in gran quantità. Un album fresco e che non stanca mai. Siamo contenti che Fiona abbia ripreso il suo posto tra le donne del rock, e siamo certi che con alle spalle il marketing coriaceo di Christian, il suo ritorno avrà molte chance di consolidarsi per qualche anno.






