I tedeschi Coronatus non sono più i Coronatus....mi spiego, se confrontate la line-up di questo disco con quella dei tre episodi precedenti, troverete come unici superstiti il batterista Mats Kurth, presente su tutti gli album - evidentemente avvinghiato con mani e piedi al suo drum kit - e la soprano Ada Flechtner, già sentita su "Porta Obscura", il resto dei membri sono schizzati via come palline da flipper, per far posto ad una formazione nuova di zecca. Oggi le due ancelle che si dividono le vocals sono sempre la rossa (ex mora) Flechtner, e la bionda Mareike Makosch (come le veline di Striscia praticamente), dalla timbrica più rockarolla. Il sound dei Coronatus in compenso non è cambiato granché, si tratta sempre del mischione di metal (tanto) e goticheria (poca), con velleità sinfoniche, accomodato ben benino dalla morbidezza delle linee vocali femminili. Il pizzico di folk che i nostri dispensano lungo i solchi rimanda subitaneamente ai Leaves' Eyes della bella Liv Kristine e, tutto sommato, i fans della singer svedese potrebbero facilmente appassionarsi anche ai Coronatus, che tra l'altro se la suonano e se la cantano in lingua madre, ovvero il crucco, noto per la sua gran musicalità. I Nightwish sono sempre dietro l'angolo, come sempre accade nel caso di female fronted band a forte taglio sinfonico (anche se i deliri onanistici di Holopainen sono irraggiungibili per chiunque!). Non che "Terra Incognita" offra un songwriting particolarmente ficcante e riuscito, ma la produzione del platter è veramente godibile e tutto il lavoro è svolto con garbo, maestria e professionalità, dando luogo ad un album "tipico", manierato (insomma, prevedibile e scontato), ma piacevole all'ascolto.






