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Recensioni Novità Elm Street - Barbed Wire Metal
 

Elm Street - Barbed Wire Metal Elm Street - Barbed Wire Metal

Elm Street - Barbed Wire Metal

info

Titolo
Barbed Wire Metal
Anno
Durata
39 minuti
Nazionalità
Formazione
Ben Batres - Vocals, Rhythm Guitar
Aaron Adie - Lead Guitar
Brendan Farrugia - Bass
Tomislav Perkovic - Drums
Tracklist
1. Barbed Wire Metal
2. The Devil's Servants
3. Elm St's Children
4. Heavy Metal Power
5. King Of Kings
6. Leatherface
7. Merciless Soldier
8. Metal Is The Way
Voto
7
Scritta da
MetalGeorge

METAAAAL! Questi giovanissimi australiani (l’età media é 21 anni!) attivi col monicker Raid già dal 2003, ottengono il contratto con la Massacre e sparano quasi quaranta minuti di heavy metal con qualche influenza thrash qua e là, con tutti i crismi del caso, titoli come “Heavy Metal Power”, ”King Of Kings” e ”Metal Is The Way” non lasciano dubbi sulle intenzioni dei nostri, acuite anche dall’immagine di copertina, smaccatamente Eighties e disegnata dal grandissimo Ed Repka, autore di svariate covers di dischi di Death, Massacre, Megadeth e Nuclear Assault tra i più importanti. Loro si dicono influenzati da Savatage, Manowar, Judas Priest e Iron Maiden…alla faccia, mancano solo i Black Sabbath e poi li hanno detti tutti, a me sembrano molto vicini a quel metal semplice di metà anni Ottanta di artisti poco conosciuti, ma non per questo meno validi, come Convict, Battleaxe, Coven, grazie anche all’uso di vocals molto grevi e di partiture già sentite migliaia di volte, ma che quando sono fatte bene, non mi stancherò mai di ascoltare. Chi ricerca le intricate trame di Dream Theater o Fates Warning è meglio che stia alla larga da questo disco, perché potrebbe avere le convulsioni da tamarraggine, ma chi il metal lo vive e respira, chi si aggira tra i vicoli in mezzo alla feccia e ha l’attitudine ”fuck’em all!” troverà in questo CD tutto quello che cerca, solo una cosa mi preme di dire ai quattro aussies e riguarda le vocals, che sono sì sporche e malsane, ma anche un po’ debolucce e monocordi, forse l’innesto di un cantante di ruolo, visto che è il chitarrista ritmico Ben Batres ad occuparsene, darebbe quella spinta definitiva che, insieme alla notevole attività live che il gruppo riesce ad assicurarsi, potrebbe far assurgere gli Elm Street al livello di gruppi più famosi; per il resto, con dei titoli così mi sono già simpatici!

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