Le tigri di Pan Tang (parto letterario di Michael Moorcock) hanno cominciato la loro carriera con questo album, nel 1980. Quattro eroi del rock, Robb Weir, Jess Cox, Big Dick, Rocky e 10 canzoni per entrare nella storia. Da allora la band non si è più fermata, tra alti e bassi, scioglimenti e rinascite. Tutt’oggi i nostri proseguono il proprio percorso anche se il solo Robb Weir tiene lo scettro del comando (per alcuni immeritatamente). Ma in questa recensione dobbiamo parlare del folgorante esordio di questa splendida realtà inglese, tanto cara anche al giovane Steve Harris, che qua e là qualche spunto lo ha preso (qualche parentela di troppo tra “Spellbound” e “Powerslave”). “Wild Cat” è un platter ruspante ed incazzato, per qualcuno ancora acerbo, soprattutto a causa della mancanza di John Sykes e Jon Deverill, che si uniranno alla corte delle Tigri solo dal successivo “Spellbound” (1981). In parte credo che questo giudizio sia condivisibile, ma al contempo è proprio questa sua “giovanile” asprezza, mista ad un entusiasmo incontenibile da parte dei quattro performer, a renedere “Wild Cat” un disco unico e irripetibile. Da un punto di vista sentimentale è probabilmente l’episodio a cui sono più legato di tutta la discografia del gruppo. Aprire un album con un cazzotto come “Euthanasia” è semplicemente magico, perfetto, spiazzante, in poche parole .... bisogna avere le palle per scrivere un pezzo così! Altro highlight assoluto dell’album è “Don’t Touch Me There”, dove i Tygers giocano con molta ionia. Ed un tratto caratteristico del loro heavy rock è proprio il non prendersi troppo sul serio, vedasi anche “Money”, ruvida e diretta ma anche abbastanza scanzonata. Ossessivo e claustrofobico il riffing di “Killers”; Lemmy approverebbe. Jess Cox è il Bon Scott dei Tygers e l’inquietudine che si respira in “Fireclown” è anche merito suo (sebbene la costruzione della song ricordi non poco “Euthaniasia”). Segue la title-track, gioiello assoluto, dal ritornello scattante e atletico. Con “Suzie Smiled” si mette a nudo l’anima più schiettamente rock del combo di Whitle Bay. L’album è stato ristampato su CD, come tutta la discografia della band o quasi, con diverso materiale bonus a corredo. Per concludere è d’obbligo segnalare una delle copertine più belle di sempre.






