Esordiscono gli Anno Mundi, con questo vinile (attenzione vinile, non CD!) ottimamente cesellato dal lavoro di Paolo Lucini presso i Three Fates Rec Studios (stiamo parlando della casa dei cult progsters Ezra Winston), per l'occasione anche arrangiatore ed esecutore materiale di alcuni pezzi contenuti su "Cloister Graveyard In The Snow". Ok, d'accordo, ma chi sono gli Anno Mundi? Un act romano, nato nel 2009, devoto alle sonorità dei primi Sabbath (dei quali citano liriche, iconografia e attitudine) e che annovera una prestigiosa rappresentanza di ospiti sul platter in questione, da Ciccomartino e Raspanti dei Graal a Papotto del Banco, passando anche per Manuela Tiberi, ex Rondò Veneziano. L'operazione è di quelle particolarmente alte e raffinate, in qualche misura associabile ai prodotti di casa Vertigo, Black Widow, BloodRock e similia; dark/hard rock anni '70, con i Sabbath nel cuore, come detto, ma con altri possibili e svariati input, derivanti ad esempio dall'esoteric rock di band come Black Widow, Atomic Rooster, Monument, e in qualche misura anche avvicinabile alle esperienze più "vintage" e meno avanguardistiche di Paul Chain (periodo primissimi Death SS, Violet Theatre e liaison con Sanctis Ghoram), nonché dei Dark Quarterer. Gli Anno Mundi traboccano di personalità, e lo dimostra anche la precisa scelta di rivolgersi a suoni quanto più possibili analogici, privilegiando dunque feeling e atmosfere all'interno delle loro arcane e tenebrose narrazioni.
Il vinile è uscito in tiratura limitata (100 copie), ricco di gadget (foto, testi, biografia, poster acquarellato - ogni copia uno diverso - autografato, copertina gatefold apribile in 4 parti) ed è (o forse era....) disponibile unicamente su ebay, secondo il seguente parametro di ricerca: "anno mundi cloister lp private press heavy metal 100 copies photo poster insert". Non disperate però, nonostante l'oggetto sia oltremodo succulento, verrà prodotta anche una release in formato CD (per BloodRock/Black Widow), in vendita a partire da dicembre (e che avrà come "bonus" due inediti, "Dawn" e "Venus Flight", rispettivamente con la Tiberi al flauto e Raspanti al basso, e due extended versions di "Scarlet Queen" e "Time Lord"). Un album fuori tempo, nel senso privativo del termine "fuori", ovvero senza tempo, eterno, come del resto sono le prime produzioni dei Black Sabbath; immaginifico, fascinoso, pressoché inesauribile negli ascolti, e curato in ogni minimo particolare e dettaglio di forma e di sostanza. Da ascoltare e riascoltare.






