Dopo quattro anni di silenzio, tornano a farsi sentire uno dei pionieri del Black Metal made in Italy, cioè gli Abhor. Li avevamo lasciati in una fase evolutiva che aveva raggiunto una freddezza ed una brutalità veramente pungenti, perdendo le velleità barocche ed atmosferiche del passato. “Ab Luna Lucenti, Ab Noctua Protecti” ritorna su quelle ambientazioni anni Settanta, sui toni Horror che hanno, con il loro alone di magia, caratterizzato il marchio di fabbrica degli Abhor. Occultismo, stregoneria, rituali dei quali siamo resi partecipi, ed in cui la superstizione e la simbologia regnano sovrane. In tal senso, non possiamo che elogiare il lavoro e la personalità di una band che riesce con maestria ad unire realtà diverse e caratterizzanti del nostro paese. L’ancestralità così trionfa, decantata da un Black Metal furioso ma mai troppo invasivo e soffocato dal livore. Troviamo la produzione ideale, se non altro per quel senso di ovattato e vetusto che ci riporta indietro nel tempo ed ai maestri Paul Chain e Death SS. Le strutture sono tutt’altro che prevedibili, visto che le varie suite non si susseguono con prefissate logiche. Siamo così entusiasti di rientrare nel profondo rosso dei nostrani Abhor. Consigliato.






