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Wolverine - Communication Lost Wolverine - Communication Lost

Wolverine - Communication Lost

info

Titolo
Communication Lost
Anno
Durata
69 minuti
Nazionalità
Formazione
Stefan Zell - vocals
Mikael Zell - electric & acoustic guitars
Thomas Jansson - bass
Marcus Losbjer - drums, percussion
Per Hendriksson - keyboards
Tracklist
1. Downfall
2. Into The Great Nothing
3. Poison Ivy
4. Your Favourite War
5. Embrace
6. Pulse
7. What Remains
8. In Memory Of Me
9. In The Quiet Of Dawn
10. Communication Lost
11. A Beginning
Voto
7
Scritta da
Francescojo

“Communication Lost”, quarto album della prog band svedese Wolverine, è uno di quei lavori bastardi, che al principio fai fatica ad ascoltare, ma che dopo ripetuti passaggi nel lettore si fanno apprezzare maggiormente. Inizialmente, il progressive metal dei Wolverine mi sembrava monotono, poco incisivo, lineare e troppo depressivo, ma “Communication Lost” è poi cresciuto, mostrando il lato più intimista: il lavoro si è rivelato abbastanza originale, sulla scia del prog metal più dark di scuola svedese (si sentono lontani echi di Pain Of Salvation e di Evergrey), coniugato alle strutture più semplici di band come Queensryche o dei Fates Warning meno tecnici, con un cantante, Stefen Zell, che non raggiungerà vette elevate con la sua voce, ma che interpreta in maniera teatrale le composizioni. Le canzoni, ricche di sfumature, sono cariche di un feeling malinconico che alla lunga può stancare, ma che rende affascinante l’intero lavoro: certo è che qualche assolo che mettesse in mostra le qualità degli strumentisti e una buona dose di aggressività in più non sarebbero guastati, mentre apprezzatissimo è l’intervento sporadico della viola, che rende più vario il sound della band svedese. Tra le canzoni da tramandare ai posteri ricordiamo la lunga “Into The Great Nothing”, a cui tocca il compito di aprire l’album (dopo la trascurabile introduzione “Downfall”), la tranquilla “Embrace”, dotata di ritornello emozionante e di un assolo ricco di feeling, la semi-ballad “Poison Ivy”, che per metà della sua durata si presenta solo con chitarra acustica, viola e voce, e la title-track, che accenna anche dei riff più pesanti che possono ricordare certi lavori dei Dream Theater. “Communication Lost” non è un album adatto a tutti i palati prog, ma chi è alla ricerca di qualcosa di più “intimo” nel genere, non resterà certamente deluso.

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