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Atrocity - Calling The Rain Atrocity - Calling The Rain

Atrocity - Calling The Rain

info

Titolo
Calling The Rain
Anno
Durata
37 minuti
Nazionalità
Voto
7
Scritta da
Psychotron

Naturale continuazione ed ampliamento di “Blut”, questo “Calling the Rain” può essere considerato una sorta di generoso mini dalla ragguardevole durata di 37 minuti. L'invocazione alla pioggia, provenente da “Blut” appunto, è presente in una video-edit version ed in versione remix, mentre anche “Land Beyond the Forest” viene riproposta in una veste rinnovata. Apporto principale alla band è dato da Yasmin Krull, sorella di Alexander, una ispirata sacerdotessa della Madre Terra devota al canto panteistico di terre, fiumi e alberi. I 5/8 dell'album la vedono coinvolta nel processo compositivo, oltre che naturalmente nel canto. Le restanti tracce del cd costituiscono tutte degli inediti per la band, che si dedica con spirito e convinzione a questa intimistica danza celebrativa della natura. La componente folk è assai accentuata e dona una patina bucolica alle leggere melodie che il collettivo elabora e dipana per tutto l'album. Una prova direi emozionante e soave, atta a spezzare l'irruenza caratteristica del gruppo in grado una volta di più di dar prova della propria duttilità e versatilità. “Departure” sembra suggerire il delicato sussurro del vento in un panorama autunnale, “Migrants' Shade” si rivela una variazione del tema di “Calling the Rain” alla maniera dei Dead can Dance, “Die Geburt eines Baumes”, ovvero la nascita di un albero, ci bagna con il lento cadere della sua pioggia e ci culla con la litania intonata dalla intensa Yasmin, novella poetessa d'oriente. Chiudono gli oltre 10 minuti di “Ancient Sadess”, registrazione di suoni d'ambiente sullo sfondo di un qualche desertico paesaggio rotto solo dal lontano canto di una figlia delle dune.

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