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Recensioni Novità Desolate Shrine - Tenebrous Towers
 

Desolate Shrine - Tenebrous Towers Desolate Shrine - Tenebrous Towers

Desolate Shrine - Tenebrous Towers

info

Titolo
Tenebrous Towers
Anno
Durata
45 minuti
Nazionalità
Formazione
LL - tutti gli strumenti
ML - voci, testi
RS - voci
Tracklist
1. The Smell Of Blood And Iron
2. No Place For A Human
3. Crushing Darkness
4. The Brightest Night
5. Chaos And Wrath
6. Born To Lose One's Way
7. Burning Devotion
Voto
6,5
Scritta da
For all Anguish

I Desolate Shrine sono un progetto di cui non è facile reperire informazioni. Presentano una formazione atipica con un polistrumentista affiancato da due vocalist, uno dei quali scrive i testi. La band finlandese arriva alla sua prima pubblicazione tramite Hammer Of Hate Records con questo “Tenebrous Towers”. Il disco è sicuramente più che sufficiente, trattasi prevalentemente di un corposo sound schiacciasassi che avanza lentamente come un colosso salvo imbestialirsi di colpo e ritrovare la sua pesantezza con spontaneità. I riff non sono particolarmente originali, ma la miscela dei suoni lo è già un pelo di più. A tratti sentiamo un po’ delle chitarre dei Dismember, a tratti la potenza di band come Entombed o l’atmosfera di “vecchie” death metal band come Pungent Stench, Benediction e Monstrosity. In generale si sentono influenze sia dal death americano che svedese, anche se non sono presenti i classici assoli di chitarra cari al death metal vecchia scuola. La scelta di inserire due cantanti differenti non dona al disco particolari aspetti positivi, ma al contempo non guasta. “Scream” e “growl” si alternano senza stancare l’ascoltatore, anche se un pizzico di varietà in più non sarebbe guastata. Il brano “The Brightest Night” e “Born To Loose One’s Way” (fantastico questo titolo) sono quelli più particolari del lotto. In entrambi compaiono a tratti classici blast-beat , ma per quanto riguarda il primo, dopo un’introduzione solenne e uso di mid-tempo, nel finire abbiamo una chitarra acustica vagamente tetra che ci prepara alla sfuriata di “Chaos And Wrath”, nel secondo invece la chitarra acustica viene alternata ad iniziali parti lente e successivamente molto cavernose, ma funge più che altro come breve intermezzo. Forse un po’ ingenui questi Desolate Shrine, ma si percepisce una genuinità non più comune a molte band d’oggi giorno e questo gioca a loro favore. Nel foglio di presentazione della Hammer Of Hate Records vengono definiti “blackened”, francamente non sono d’accordo. Per me questo è death metal con leggere influenze da black e trash, ma “blackened” mi sembra avventata come definizione, se per esempio applichiamo la stessa etichetta a gruppi come Behemoth e Belphegor. Genuino e vagamente “retrò” questo album d’esordio dei Desolate Shrine non è nulla di speciale, ma è indicato a tutti gli appassionati di death metal e metal estremo in generale, se non altro per un’ascoltata o due. Sono abbastanza curioso di vedere se ci saranno sviluppi sul fronte live per questa band.

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