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Recensioni Novità Death Riders - Through Centuries Of Dust
 

Death Riders - Through Centuries Of Dust Death Riders - Through Centuries Of Dust

Death Riders - Through Centuries Of Dust

info

Titolo
Through Centuries Of Dust
Anno
Nazionalità
Formazione
Valerio Gaoni - vocals
Francesco Pellegrini - lead guitar
Marco Monacelli - guitar
Cristiano Coppa - bass
Alessio Monacelli - drums
Tracklist
1. The Hedgehog's Dilemma
2. Legion
3. Death Riders
4. Shelter
5. The Eclipse
6. Season Of Loss
7. War Inheritance
8. Sinfonia
9. Reason On The Fate
10. Crimson Liberty
11. When Everything Lies
Voto
7
Scritta da
Maximo

Il gruppo c'è, nulla da obbiettare riguardo al made in Italy, anzi ... un ritmo da battaglia, aggiungerei. Un album abbastanza originale, veloce e travolgente, da inquadrare in ambito heavy/thrash con spunti progressive (i nostri citano Trivium, Kamelot, Blind Guardian e In Flames come influenze, viva la macedonia!). La voce di Valerio Gaoni è netta, chiara e potente, e soprattutto intonata (hai detto poco!); non si sgarra, per questo genere di musica è un fattore importantissimo. Insieme hanno contribuito a sudare le proverbiali sette camicie, il batterista Alessio Monacelli, con passaggi ritmici sempre velocissimi, ove necessario, sostenuti anche dai due chitarristi, Francesco Pellegrini e Marco Monacelli, dimostrando così affinità a bravura nel creare il giusto "ambiente". Il platter è formato da undici tracce, un percorso che consente agilmente di catalizzare tutta l'energia sufficiente per restare adeguatamente svegli e lucidi. E anche questo non è scontato. Un'opera che rappresenta, al momento, il culmine di una carriera decennale; la band, nata nel 2001, inizia a percorrere la sua strada macinando chilometri a partire dai primi demo, "Up The Hammers" (2004), "When Everything Lies" (2006) e "Inner Synthesis" (2008), ben accolti; anche grazie all'esperienza accumulata, i Death Riders si sono evoluti in ciò che adesso rappresenta a tutti gli effetti la band, "Through Centuries Of Dust". Alcuni cambiamenti di line-up evidentemente sono stati necessari per concretizzare al meglio l'attuale personalità della band e, a conti fatti, mi pare cosa buona e giusta.

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