Nati in terra di Germania nel 2008, e con alle spalle un EP, ecco la prima fatica discografica dei Damnation Defaced. Disco che si incastona tra il Death Melodico e che, a tratti, sfora in attitudini più sperimentali e progressive. Tutto ciò non può che giovare alla proposta, perché dietro ai tipici echi Swedish, ammiriamo nuove e nitide soluzioni strutturali che ci colpiscono. Originalità prima di tutto delle ritmiche, perchè nulla risulta essere scontato o prevedibile. Tra l’altro, le sfuriate non sono mai troppo insistenti ed in modo interessante ed inaspettato, cambiano improvvisamente direzione. Anche a livello di produzioni ci piacciono le soluzioni proposte, perché non ascoltiamo il solito sound gonfio e artefatto, ma anzi tutto è graffiante e ben distinguibile. Un po’ di Old School insomma, che sapientemente si mescola con le esigenze dell’ascoltatore dei giorni nostri. A non convincerci a pieno è il comparto vocale, inconsistente e un po’ troppo debole, non così a suo agio nel growl. Detto ciò, la piena maturità è ben lontana dall’essere citata, ma le potenzialità ci sono, come anche le idee e la personalità. “Beyond The Pale” è una più che discreta prima di uno spettacolo che, con il tempo, non potrà che accogliere i favori del pubblico più esigente.






