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Recensioni Novità Ghost Machinery - Out For Blood
 

Ghost Machinery - Out For Blood Ghost Machinery - Out For Blood

Ghost Machinery - Out For Blood

info

Titolo
Out For Blood
Etichetta
Anno
Durata
46 minuti
Nazionalità
Formazione
Jussi Ontero - drums, keyboards
Mikko Myllylä - guitar
Sami Nyman - bass
Pete Ahonen - guitar, backing vocals
Taage Laiho - vocals

“Watti” Matti Niemi - bass on “Send Me An Angel”
Olaf Lenk - guitar solo on “Guilty”
Tracklist
1. Face Of Evil
2. Out For Blood
3. Guilty
4. Blood From Stone
5. Name Remains In History
6. Fortune Teller
7. Lost In Time
8. Sentenced To Life (In Paradise)
9. Mask Of Madness
10. Eternal Damnation
11. Send Me An Angel (Blackfoot cover)
Voto
7
Scritta da
Elio F

Dopo un periodo di stand-by, Pete Ahonen dei Burning Point riprende il suo progetto dei Ghost Machinery, realizzando il secondo full-lenght della band. Ad essere sinceri, questo “Out For Blood” ha costituito per noi una piccola sorpresa, perché il chitarrista finlandese ha dimostrato di impegnarsi con assoluta serietà e professionalità in questo side-project, pubblicando un disco davvero ben fatto. Innanzitutto, risulta senz’altro convincente la performance di tutta la band: il riffing delle chitarre è solido e deciso e si possono ascoltare assoli niente male; anche la sezione ritmica è assolutamente valida, con il batterista Jussi Ontero che peraltro suona anche le tastiere, strumento tutt’altro che marginale nel sound dei Ghost Machinery; inoltre, è davvero sensazionale la performance del cantante Taage Laiho (ex Altaria, Kilpi), dotato di un’estensione vocale non indifferente e perfettamente a suo agio sia su tonalità alte che su registri più bassi. Anche il song-writing si rivela molto valido: possiamo descriverlo fondamentalmente come un power neoclassico, che tiene certo presente band connazionali come Stratovarius e Sonata Arctica, nonchè acts quali Grave Digger e Helloween, ma riesce, nella maggior parte dei casi, a denotare comunque una discreta personalità. L’opener “Face Of Evil” è subito un pezzo alquanto aggressivo, ma la band sembra piuttosto prediligere, come dicevamo, sonorità neoclassiche, con una forte presenza delle tastiere e di cori, specialmente nei ritornelli: sotto questo profilo, non entusiasma la title-track, che appare un po’ ripetitiva, mentre sembrano decisamente meglio riusciti brani come “Guilty”, “Name Remains In History”, “Mask Of Madness” o l’elegante “Lost In Time”, una traccia con belle atmosfere, dove aleggia forte lo spirito degli Stratovarius. La band inserisce anche un paio di pezzi power/speed come “Sentenced To Life (In Paradise)” ed “Eternal Damnation” e qui, per la verità, i Ghost Machinery sembrano perdere parecchio in termini di originalità. Da questo punto di vista, i finlandesi se la cavano decisamente meglio ad esempio in un brano come “Blood From Stone”, dove le tastiere dal sapore un po’ ottantiano (quasi verrebbe da pensare ai Journey) conferiscono un effetto particolare. Manca una vera e propria ballata, anche se “Fortune Teller” inizia solo con voce e chitarra acustica, per poi assumere una veste più metal con l’inserimento degli altri strumenti. Bel disco di power melodico, consigliato senz’altro agli amanti del genere.

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