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Acid Reign - Moshkinstein Acid Reign - Moshkinstein

Acid Reign - Moshkinstein

info

Titolo
Moshkinstein
Anno
Durata
31 minuti
Nazionalità
Voto
7
Scritta da
Psychotron

Chi se li ricorda più gli hardcore thrashers Acid Reign? Beh, io si, possedendo orgogliosamente la loro intera discografia. Appena 4 anni di carriera effettiva per questa sfortunata band nata nel 1985 ad Harrogate, nello Yorkshire. In piena esplosione del thrash i nostri non si fecero troppo pregare e scrissero autentiche bordate di thrash metal, sporcato da un’attitudine hardcore riscontrabile nel sound grezzo acido e sgranato delle chitarre, nel cantato abbaiato, nelle velocità sostenute poco inclini a cambi troppo frequenti. Un quintetto di poca forma e tutta sostanza quello composto da H, Kev, Gaz, Ian e Ramsey. Ciò che proprio non andò giù a molti metallari duri e puri e costantemente incazzati con la società - vedi alla voce “sopracciglia perennemente aggrottate” alla Jason Newsted - era che gli Acid Reign, pur stigmatizzando ingiustizie orrori e crudeltà del nostro tempo (come si addiceva ad ogni thrash band di livello), pretendevano di non prendersi troppo sul serio, mostrando addirittura di volersi divertire suonando del metal. Sacrilegio! Roba da Village People! Foto sgangherate, atteggiamenti goliardici, sorrisi ebeti stampati sulle facce lentigginose da inglesi alluvionati 364 giorni su 365, copertine da fumetto, testi salaci (e mai vanamente stupidi, altro che!). Davvero troppo per dei trashers imbestialiti per contratto con i governi, il potere, Dio e le multinazionali. Ed invece, nonostante le incomprensioni, la band di Harrogate ha sempre rilasciato ottime prove su vinile, a cominciare da questo mini di debutto, originale fin dal titolo, “Moshkinstein”. La opener “Goddess” ha un riff portante da Champions League del metal, e le successive “Suspended Sentence” e “Freedom Of Speech” si difendono dignitosamente. Arriva poi uno dei primi classici della band, quel “Motherly Love” chiaramente ispirato alle vicende hitchkockiane del povero Norman Bates. Pezzo tesissimo, duro, dall’incredibile livello di pathos. Si passa poi alla feroce “Respect The Dead”, per chiudere con l’ancora più deflagrante “Chaos (Lambs To The Slaughter)”, come si suol dire un pugno nello stomaco. “United Kingdom Apple Core – Acid Reign are the square danciest band in the world”, così recitavano i vinili del gruppo.

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