Arrivano alla terza, attesissima prova i Decrepit Birth, che con "Diminishing Between Worlds" avevano partorito un disco complesso e affascinante, difficilmente bissabile. Ciò che si può notare fin da subito è che il sound è quello a la Decrepit, senza grossi cambiamenti di rotta. Il lavoro di Sotelo su questo disco è come al solito encomiabile, e capace di fondere riff tipicamente death metal a melodie mai banali e molto evocative ("Solar Impulse"), complice uno studio più strutturato delle partiture vocali, oggi più che mai amalgamate al contesto. La tecnica c'è e si fa sentire ("Sea Of Memories"), così come l'abilità di Sotelo di amalgamarla ad un gusto fondamentale per non rendere indigeribile un disco del genere. "Symbiosis" e "Polarity" sono il manifesto dell'estremo livello di elaborazione a cui i Decrepit Birth hanno portato il loro death metal, tecnico e al tempo stesso fresco e godibile in tutti i suoi 39 minuti. Un altro, importante passo nella spero lunga carriera della band.






