Un po' spacconi questi Slingblade, come molte giovani metal band scandinave che negli ultimi anni hanno saccheggiato a piene mani dal repertorio eighties, per forgiare una nuova scena vergine del metallo tradizionale, lassù in mezzo ai fiordi. High Roller pubblica questo 7'' della band di Stoccolma, la quale, con molta umiltà, parla della propria front woman come della reincarnazione di Bon Scott (nulla di più lontano, a livello di timbriche almeno, spero anche per tutto il resto....), e della propria attitudine come attaccabrighe e genuinamente metallara. Insomma, denim & leather, birre, paraocchi, e tutto il corredino di ottusità integralista e autoreferenziale. Due pezzi per giudicare il reale valore del songwriting dei nostri: "Can't Get Enough", mid-tempo lineare e anthemico, e "Until Death Do You Part", più ritmata e rivolta all'headbanging, con un riffing alla AC/DC. La produzione è marcatamente svedese, e la polvere degli australiani, e più in generale dei rockers dei bei tempi, è spazzata via da suoni cristallini e "disinfettati". Rock 'n' roll anche gradevole a suo modo, ma siamo al minimo sindacale.






