Ritornano sulla scena musicale i romani Neverdream, che tanto mi avevano impressionato due anni fa con il magnifico “Souls 26 April 1986”, concept album di infinita bellezza, carico di melodia, non sempre di facile presa, ma dove la forte personalità del gruppo si ergeva di una spanna al di sopra degli altri gruppi del genere progressive. Certo, i vari riferimenti ai Dream Theater, Porcupine Tree erano evidenti, ma l’inserimento di elementi di uso non quotidiano, come il sax, e la voce sussurrata di Giorgio Massimi, imprimevano il trademark sonoro dei Neverdream. Ma se prima la voce di Giorgio era da me considerata un valore aggiunto, in questo “Said” purtroppo ne è un limite, ed a nulla servono i filtri che l’astuto Achim Kohler (Nevermore, Amon Amarth) applica alla sua voce per alterarne le sonorità. Comunque per non sminuire la sua prova, che comunque è sufficiente, diciamo subito che “Said” si presenta molto più complesso, e quindi più difficile all’ascolto, del suo predecessore, e da parte dell’ascoltatore ci vuole tutta l’attenzione in suo possesso per poter prendere il bandolo della matassa e districare le fitte trame musicali che il sestetto è riuscito a costruire. La musica nell’arco delle sue sette tracce si mantiene sempre calma, ovattata, ed a volte psichedelica, senza accelerate o virtuosismi vari, sulle quali note però le linee vocali non sempre trovano la loro giusta collocazione, escludendo però “Secrets” ed il chorus di “Black Mirror”, dove ritroviamo la vena ispirativa dei Neverdream. I brani sono lunghi, e tra tutti spicca la conclusiva “The Long Walk To Freedom” che dall’alto dei suoi quindici minuti impone la sua magistrale struttura musicale e fa vedere che le idee ci sono e confermano ancora i Neverdream come uno dei gruppi più interessanti del panorama progressive. Come i suoi predecessori, anche “Said” è un concept album, e parla della vita storica, sociale e culturale della madre di tutti i continenti, l’Africa, e questo pone la band in uno stato di assoluta attenzione ai particolari, anche per quanto riguarda appunto le liriche mai fini a se stesse. Arrivati in fondo alla recensione, mi devo comunque sbilanciare in un giudizio, e come sempre questo giudizio deve riguardare l’album in questione e sebbene trovi che i Neverdream siano un gruppo validissimo, devo ammettere che “Said”, pur essendo un album coraggioso ed interessante, non risalti appieno le peculiarità della band. Ultima nota da segnalare è l'uscita del disco, che in un primo momento era programmata per giugno, ma ora è prevista per il 10 settembre.
venerdì, 03 settembre 2010
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Neverdream - Said
20 Giugno, 2010
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