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Recensioni Novità Paul Chain - Life And Death
 

Paul Chain - Life And Death Paul Chain - Life And Death

Paul Chain - Life And Death

info

Titolo
Life And Death
Anno
Durata
45 minuti
Nazionalità
Voto
10
Scritta da
Psychotron

Eccellente album, eccellente copertina, eccellente formazione, "Life And Death" è il capolavoro di Paul Chain, un disco senza il quale, ad esempio, il sabbathiano Lee Dorrian non avrebbe mai potuto creare i suoi Cathedral. Sull'onda del piacere derivatomi dall'ascolto dei Death SS acquistai questo sinistro ed inquietante vinile. In copertina un serafico ed incolto "backyard cemetery" evocava con sottigliezza le tempeste dello spirito che, dopo aver colto Paul (ricordiamo quel "Detaching From Satan", 1984), si sarebbero riversate anche sui malcapitati ascoltatori di tanta rassegnata e mesta apocalisse dell'uomo. Un senso di abbandono alla morte pervade tutte le tracce, una percezione di contiguità con l'arcano, le tenebre, l'ignoto. Male e bene, cristianesimo e satanismo, sono concetti manichei e superati da quest'opera (cantata in lingua fonetica); esiste solo l'essere (in vita) ed il non essere, la presenza e l'assenza, la luce e l'oblio. La testa è piegata al potente dominio del tristo mietitore, pifferaio macabro di anime schiave e vinte, esecutore del disegno dei disegni. Il nulla, la trascendenza, poco importa chi sia il nocchiero finale, la vana ed effimera beltà del transeunte intrappola ed inganna gli sciocchi involucri di una vita mendace. Paul fonde sonorità dark, folk, rock ed heavy metal in un sublime capolavoro di arte nera. C'è perfino spazio per il blues di "My Hills" o per il Medioevo di "Ancient Caravan". Questa è la bibbia dell'ansietà, della pena, dell'affanno del vivere umano. Molti ex Death SS alla corte del signore della morte (Claud Galley, Thomas Hand Chaste, il discusso Sanctis Ghoram), oltre ad Aldo Polverari (scomparso nel 1997) autore dell'intro "Steel Breath", suggestionata dai Goblin di "Suspiria". Sebbene sia un paradosso in presenza di una (non) lingua fonetica, l'album potrebbe ritenersi una sorta di concept, poiché è il mood di fondo a mantenere l'omogeneità necessaria, ovvero il topos della morte. "Antichrist", "Kill Me", "Alleluja Song", "Spirits", "Cemetery", sono preziose gemme, tele pittoriche che hanno acquisito ancor più valore col passare del tempo, divenendo un testamento spirituale per ogni artista che voglia cimentarsi nei territori della musica dark. I Posteri? Quali posteri, non esistono i posteri ...

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