Gruppo interessante questi Callejon, tedeschi allo stato puro, e cantano pure in lingua madre arrivando al secondo disco “Videodrom“ nientepopodimeno per Nuclear Blast. Il genere proposto è uno di quelli che mi fanno girare i neuroni verso mondi alieni, ovvero il metalcore; si, calma, ci sono duemila miliardi di sottogeneri all'interno fino ad arrivare al Cristina D'Avena-core, ma oggi resterò generico, non me ne vogliate, ma mi gira così. Anche perché i Callejon ci sanno fare di brutto fino a convincermi, e di solito sono scettico in questa frangia di metallo. Tanta voce in clean e urloni da diarreone la fanno da padre padrone all'interno di questa release di ben 15 brani che ha molti punti di forza per piacere agli amanti di queste sonorità “moderne“; su tutto l'energia e le chitarre che puntano tanto sull'armonia e non solo sui muri da abbattere con il gain saturato a palla, poi c'è anche l'elettronica che seppur rappresentando una minima parte del sound dei Callejon ci riporta all'inferno più etereo in qualche episodio, da menzionare anche la buona prestazione dietro al microfono delle urla strazianti e sgraziate di Basti Basti (e che nome c'ha!) e scusa scusa che non è poco. Ovvio che la durata ed il genere non mi facciano saltare sulla sedia, ma questo può risultare un mio limite. Un platter questo “Videodrom“ per coloro che non hanno il pelo sullo stomaco, difficile da ascoltare tutto d'un sorso se non si è affini a sonorità metalcore, ma di sicuro prestigio e merito per questi tedeschi che almeno a livello di credibilità e di idee non latitano di certo. Pronti a sbassare le vostre chitarrozze e gettarvi in schitarrate stoppate ed ibride all'insegna del bordello sonoro?






