Dopo i buoni riscontri ottenuti con il loro debut album “Creations From A Chosen Path” del 2008, gli svedesi Silent Call tornano con un nuovo full-lenght, intitolato “Greed”. La band mantiene il suo caratteristico metal melodico con elementi AOR, accentuando però in qualche misura, rispetto al passato, le proprie tendenze metal prog. Le melodie conservano un ruolo importante nello stile dei Silent Call, affidate anche stavolta alla voce alta ed espressiva di Andi Kravljaca, autentico valore aggiunto della band. Particolarmente convincente, poi, il lavoro di chitarre e tastiere svolto rispettivamente da Ekholm e Törnblom, i quali sembrano completarsi a vicenda, realizzando un mix ideale tra l’aspetto atmosferico e quello virtuosistico (mai enfatizzato particolarmente), con delle performance tecniche ma cariche di feeling, per certi versi tali da ricordare un’altra band scandinava (nella fattispecie norvegese) come i Conception. Certo, a dire il vero, qualche brano come “I Am My Nation” non ci ha particolarmente entusiasmato, ma a parte qualche raro caso, possiamo senz’altro dire che i Silent Call, grazie alla loro classe e al loro stile raffinato, riescono a creare una magica alchimia tra tutti gli elementi caratteristici del loro sound, che consente alla loro musica di incantare ed affascinare. Un album dunque gradevole, che non mancherà di impressionare positivamente gli amanti del metal melodico e del metal prog.






