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Recensioni Novità Abyss Of Pain - Professing Through Terror
 

Abyss Of Pain - Professing Through Terror Abyss Of Pain - Professing Through Terror

Abyss Of Pain - Professing Through Terror

info

Titolo
Professing Through Terror
Anno
Durata
35 Minuti
Nazionalità
Formazione
Alessandro "BB" Molaro - Vocals
Gimmi Piccin - Guitars
Emanuele Anastasia - Bass
Anup Canuti - Drums
Tracklist
1. Forever In Hell
2. Son Of Darkness
3. Your Dying Body
4. Death Will Rise Again
5. Can't Hate You No More
6. No Mercy For You
7. My Suffer
8. K'atun II
9. Dead Finally Alive
10. Empty Screams
11. Dirty Bitch
Voto
6
Scritta da
Thiess

Gli Abyss Of Pain nascono nel 2003 con il moniker Swarm, per poi utilizzare l’appellativo attuale. Dopo una demo, del 2007, ecco il primo Fell-lenght di questi ragazzi, il cui obbiettivo è quello di rilasciare un’onda d’urto di muscolare presenza. Tanto, tantissimo Death metal, nella sua forma più cupa e di matrice Grind, tanto da essere roccioso ed arrembante in ogni sua nota e sfaccettatura. Il sound risulta essere decisamente soffocante, nero mantello che va a coprire pensieri e manifestare un profondo livore. I maestri di questi ragazzi sono di certo i Six Feet Under, Morbid Angel, influenzati da un verbo di essenza Groove. Il growl è profondamente cavernoso, tanto da prendere a braccetto la ritmica così cadenzata e barbara. Non pensate a virtuosismi, assoli taglienti o psicotici cambi di tempo, la semplicità e l’immediatezza regnano sovrani in “Professing Through Terror”. L’esasperazione pare essere il denominatore comune di questa uscita, parossismo che trasuda nella struttura dei pezzi, nel loro sviluppo ed andatura così baritonali. Modulazione che scandisce le nostre più intime angosce, riesumandole da un abisso senza fondo. Il difetto maggiore è la troppa prevedibilità dei brani e la ridondanza dei toni, tanto da non intravedere picchi di personalità. Il full-lenght scorre così via, senza infamia ma anche senza particolari lodi, evidenziando un’immaturità ancora invadente. Attendiamo allora speranzosi per il futuro, per ora sufficienza piena, ma nulla più.

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