La pubblicazione di quest’album dei N.O.W. viene presentata come la realizzazione di un sogno e si può ben comprendere perché, se si pensa che il fondatore della band, Alec Mendonça, un giovane ragazzo brasiliano con la passione per il basso, dopo il suo debut-album del 1996 (registrato all’età di appena diciannove anni), aveva dovuto smettere a causa di problemi familiari. Finalmente, a distanza di ben quattordici anni, il buon Alec ci riprova, riuscendo a mettere insieme una band di tutto rispetto, nella quale spiccano le presenze di Jean Barros alle tastiere e di Philip Bardowell alla voce. Quest’ultimo (ex Peter Criss, Ace Frehley, Beach Boys e Unruly Child), si rivela come il vero protagonista dell’album, che impreziosisce con la sua voce calda, resa spettacolare da una serie di interpretazioni semplicemente da brividi. Un autentico asso nella manica per Mendonça, che consente alle sue già belle canzoni di rendere al meglio. Ma tutta la band fa la sua parte, suonando un rock melodico di classe e dagli arrangiamenti raffinati, con stupende ed incantevoli melodie. Un album che senz’altro riesce a catturare l’attenzione sin dai primi ascolti: basti pensare che la band ha ottenuto un contratto con la Escape Music appena pochi giorni aver caricato le sue canzoni su MySpace. Già il brano di apertura, “Can’t Make It (How Can I)?” è molto bello e mette in evidenza tutte le buone qualità della band: ma il disco è composto da ben dodici canzoni che possiamo considerare tutte delle piccole perle. Una piacevole sorpresa che sicuramente incontrerà ampi consensi da parte degli amanti del genere.






