Il Brasile è sempre stata una fucina di band un po' assurde, estreme, sgangherate, integraliste e, per certi versi, autoreferenziali. L'esplosione dei Sepultura sul finire degli '80s sdoganò un intero movimento che preesisteva e che portò allo scoperto i fermenti thrash, death, proto black e hardcore che le foreste amazzoniche celavano gelosamente. I Metraliator hanno quello spirito lì, ma sono nati 20 anni dopo, artisticamente parlando (ma direi anche anagraficamente). Nomi di battaglia improponibili, label ultra cult e periferica, sonorità che si sono impantanate nei solchi degli storici "In The Sign OF Evil", "Black Metal", "Endless Pain", "Seven Churches", "Infernal Overkill", "Kill'em All", non si scavalla il 1985 insomma. Per chi pretende solo e soltano musica al passo coi tempi, questi Metraliator sembreranno poco più che pugili suonati che barcollano dopo l'ultimo gong; per chi guarda con nostalgia al roster della gloriosa Cogumelo Records (l'epoca dei Sarcofago, dei Mutilator, degli Holocausto, dei Vulcano), e al metal squinternato fatto di un rozzo approccio del thrash verso lidi black, i Metraliator potranno fare simpatia, con tutta la loro ingenua voglia di essere come allora, mentre nel frattempo il mondo è passato dai calesse ai jumbo jet. Esecuzione tecnica e songwriting sono minimali, come è lecito aspettarsi, ma non per questo lesinano in intensità e devozione al sacro fuoco. Per i completisti è bene precisare che esiste un demo autoprodotto del 2007 a titolo "Fast As A Bullet".









































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