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venerdì, 10 settembre 2010

 
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Six Feet Under - Graveyard Classic III

 
Six Feet Under - Graveyard Classic III

info

Band Six Feet Under
Titolo Graveyard Classic III
Etichetta Metal Blade
Genere death metal-grindcore
Anno 2010
Durata 40 minuti
Nazionalità U.S.A.
Formazione Chris Burnes - vocals
Steve Swanson - guitars
Terry Butler - bass
Greg Gall - drums
Tracklist 1. A Dangerous Meeting (Mercyful Fate cover)
2. Metal On Metal (Anvil cover)
3. The Frayed Ends Of Sanity (Metallica cover)
4. At Dawn They Sleep (Slayer cover)
5. Not Fragile (Bachman Turner Overdrive cover)
6. On Fire (Van Halen cover)
7. Pounding Metal (Exciter cover)
8. Destroyer (Twisted Sister cover)
9. Psychotherapy (Ramones cover)
10. Snap Your Fingers, Snap Your Neck (Prong cover)
Contatti http://www.sfu420.com
Voto 3
Scritta da Il Francese 899

Cosa c'è di meglio per divertirsi per una band che suonare delle cover? Fantastico, emozionante, è impatto diretto. Reinterpretare un classico che ci ha accompagnato nei nostri ascolti e ci ha fatto crescere come musicisti, e come background personale, è sempre ben accetto ma...tsak...e qui casca subito la mannaia!!! Giusto che sia così per infrangere subito i nostri e vostri sogni, perché se è vero che è la corteccia orbito-frontale a regolare la valutazione dei rischi ed indurre alla prudenza e alla moralità nei comportamenti, allora con questo “Graveyard III“ (addirittura tre!) nella testa di Chris Barnes l'effetto riscontrato è più soggetto ad una ipoattivazione della massa celebrale, tale da causare l'allentamento dei meccanismi inibitori e, nello specifico, del gusto musicale!!! La psicosi è una brutta bestia, influendo sull'equilibrio mentale e sul naturale meccanismo di difesa della nostra testolina, alterando il flusso ideativo e creativo dell'essere umano (e dell'artista in questione), sconclusionando i nessi associativi con pensieri deliranti, attanagliando il povero uomo (l'ascoltatore) in una stretta morsa di problemi senso-percettivi, con poderose allucinazioni uditive, cenestesiche e geusiche! Non si può essere sani nel produrre un contenuto come quello di questo album, vero che l'erba ha sempre fatto breccia nel cuore del vocalist più brutale del death metal, e non si può certo mai affermare come in questo caso, con fondata verità, che l'erba del vicino è sempre più verde (le cover, cosa avete capito?) ma....resto un po' così, perché d'impatto volevo prenderla sotto l'aspetto di una release goliardica e “sana“, poi ascoltandola il mio viso non faceva alcuna piega d'espressione lasciandomi impassibile, inebetito, come davanti alla tele (sempre con il vicino, quello dell'erba più verde e gli occhi rossi). Cosa dire allora, ci sarà chi la prenderà male, chi peggio, chi se la riderà e magari incuriosito da una “Destroyer“ che penso peggio di così non poteva uscire, i Twisted Sister death, una song che è tutta voce che traina la musica; che genio il barbuto Burnes, che impavido masochista, oppure i Van Halen con “On Fire“, e qua non commento neanche, fiato perso, una non male “Psychotherapy“ degli ultracoverizzati Ramones, e tante altre songs che non si discostano molto per esecuzione tecnica dalle versioni originali, con il cantato ultra-gutturale come aggiunta. Ad abbassare ulteriolmente il mio giudizio c'è che proprio che da una formazione con un Terry Butler (ex Death e Massacre) o un ottimo guitarist come Swanson ci si deve aspettare qualcosina in più, ok e vada il progetto delle cover, ma insomma, non mi sento né di farvi spendere il ventino, e neanche di farvelo ascoltare questo disco. Vi ricordate da piccoli quando si toccava il sederino delle nostre coetanee e poi loro si giravano e ci stampavano una bella sberla a cinque dita? Ecco, questa andrebbe rigirata ai Six Feet Under, che poveracci si ritrovano come il buon Bruno Sacchi della vecchia serie I Ragazzi Della 3 C, quando veniva chiamato dal prof occhialuto che si grattava il naso, e con quel fantastico gesto diceva: “Sacchi? ... 3!"

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