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giovedì, 09 settembre 2010

 
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Heathen - The Evolution Of Chaos

 
Heathen - The Evolution Of Chaos

info

Band heathen
Titolo The Evolution Of Chaos
Etichetta Mascot Records
Genere thrash metal
Anno 2010
Durata 68 minuti
Nazionalità U.S.A.
Formazione David White (aka David Godfrey) - Vocals
Lee Altus - Guitar
Kragen Lum - Guitar
Jon Torres - Bass
Darren Minter - Drums
Tracklist 1. Intro
2. Dying Season
3. Control By Chaos
4. No Stone Unturned
5. Arrows Of Agony
6. Fade Away
7. A Hero's Welcome
8. Undone
9. Bloodkult
10. Red Tears Of Disgrace
11. Silent Nothingness
Contatti http://www.myspace.com/heathenmetal
Voto 7,5
Scritta da Psychotron

"Victims Of Deception", 1991, un passaggio imprescindibile per il thrash metal; pochi discorsi, se non lo conoscete, documentatevi. 19 anni dopo, gli Heathen si riaffacciano alla ribalta con "The Evolution Of Chaos". Appena due le variazioni in line-up, Lum alla chitarra e Torres al basso (uno che conta presenze negli Angel Witch, nei Lääz Rockit, negli Warning S.F. e nei The Lord Weird Slough Feg). Artwork ispiratissimo, come al solito per questa band della Bay Area. 19 anni si diceva ... sono tanti e possono pesare come un macigno sul sound di una band "datata", "invecchiata", sorpassata magari dal tempo. Si si, come no ... cari parvenue del thrash metal, ne avete di calzini da ciucciare, per dirla alla Bart Simpson! Gli Heathen tornano mostruosamente in palla, carichi da lustri di silenzio mal digerito, forti di un songwriting incredibilmente fresco, brillante e tutt'altro che abbacchiato dal succedersi delle clessidre. L'opener "Dying Season" è una bomba di purissimo techno thrash, come gli americani hanno ampiamente dimostrato di saper far esplodere già diversi lustri or sono. Ed è solo l'inizio, da "Control By Chaos" a "No Stone Unturned", da "Arrows Of Agony a "Bloodkult", da "Red Tears Of Disgrace" a "Silent Nothingness", è tutto un susseguirsi di songs affilatissime, dinamiche, versatili, erette su un riffing efferato, chirurgico ed estremamente focalizzato, la sezione ritmica è alle prese con un inseguimento costante delle due asce, come fossero Starsky e Hutch alle calcagna di qualche spacciatore del ghetto di Puff Diddy e 50cent. David White alle vocals è sempre lui, timbrica riconoscibilissima e molto interpretativa; è sempre un piacere ritrovare i vecchi amici. La solidità e la sicurezza con le quali gli Heathen affrontano il loro percorso all'interno della tracklist è invidiabile, una garanzia di esperienza e maestria. Songs che mediamente si attestano sui 6 minuti ed oltre, ricchie di cambi di tempo, guitar solos e saliscendi continui di vibrazioni, emozioni ed atmosfere, sempre potenti, ma anche delicate, come nel caso del sapiente ricorso a fraseggi arpeggiati ed interlocutori tra una cavalcata e l'altra. Un compiuto album di techno thrash, così come le regole codificate richiedono, non un album come gli altri, ma un paradigma dal quale prendere esempio per declinare il genere.

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