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Recensioni Novità Andreas Kisser - Hubris I & II
 

Andreas Kisser - Hubris I & II Andreas Kisser - Hubris I & II

Andreas Kisser - Hubris I & II

info

Titolo
Hubris I & II
Anno
Durata
72 minuti
Nazionalità
Formazione
Andreas Kisser - vocals, guitars, bass
Jean Dolabella - drums, percussion
Fabio Azeitona - percussion, wind instruments
Renato Zanuto - piano
Vasco Faé - vocals, harmonic
Henrique Portugal - keyboards
Tracklist
Hubris I:
1. Protest!
2. Euphoria/Desperation
3. Eu Humano
4. The Forum
5. Virgulandia
6. God's Laugh
7. R.H.E.T.
8. Em Busca Do Ouro
9. Lava Sky
10. A Million Judas Iscariotes

Hubris II:
1. Sad Soil
2. World's Apart
3. Breast Feeding
4. Page
5. Domenicana
6. Vivaldi
7. 0120
8. Armonia
9. Hubris
10. Mythos
11. O Mais Querido
Voto
7
Scritta da
Il Francese 899

Per chi come il sottoscritto ha sempre amato bands come Sepultura era-Max Cavalera ed i più hard core–punk Ratos De Porao era quasi d'obbligo recensire la nuova e prima fatica solista di Andreas Kisser intitolata “Hubris I & II“. Questo doppio album da subito si mostra come un fiume in piena per quantità di materiale inciso, ben 21 tracce racchiuse in due dischetti che svariano in tutto il repertorio musicale sempre legato a filo spinato (vedi l'artwork) con quello culturale-umano di uno dei chitarristi più all'avanguardia dei nostri tempi, con una visione musicale a 360 gradi pur restando piantato a stilemi fortemente heavy-hardcore metal. Da anni oramai smesse le chitarre Jackson (ricordate il modello Randy Rhoads usato sull'album “Arise“?), il buon Andreas predilige il più caldo groove delle Stratocaster (Floyd Rose tremolo system) e degli ampli “mamma“ Mesa Boogie, belli corposi ed espressivi con quel Gain più accentuato rispetto ai Marshall. Si evidenzia immediatamente la differenzia sostanziale di proposta musicale tra il primo CD in stile heavy metal ed il secondo molto più rivolto ad un pubblico open minded, dove i pezzi sono tutti strumentali e con un buon 90% di utilizzo di chitarra classica alla ricerca di una sperimentazione e rivendicazione delle influenze del chitarrista carioca. Ciò che invece non ci fa mai perdere la trama sono i colori ed i sapori che ci avvolgono per tutta la release, alcune songs sono semplicimente tutto ciò, un raggio d'arcobaleno triste e lacrimante pioggia, o un più sofisticato ed elaborato battito d'ali di un rapace col fiato sul collo di una preda, passando per sognanti eteree divagazioni acustiche. Di sicuro non è ricercata la copia della proposta della band madre del brasiliano, e alla fine neanche si accentua sul lato delle roots carioca con inutili e insensate strizzate d'occhio a samba e via dicendo, né tanto meno il chitarrista si lancia in virtuosismi esecutivi che non gli appartengono, facendoci lentamente amare e riascoltare il primo CD, mentre il secondo, il quale risulta più ostico al popolo metal, si propone come obiettivo di lasciarsi passare in tranquillità più come sottofondo che come anima portante del lavoro. L'hardcore e la protesta restano sempre il pallino di Andreas che ne sprizza qualcosina anche su “Hubris I & II“, ma si va dai ritmi arabeggianti al rock al pop (“Em Busca Do Ouro“) al metal alle roots brasiliane, ma proprio la non facile catalogazione di tale lavoro potrà far storcere la bocca a molti, e su tutti proprio ai fans che costituiscono ancora lo zoccolo duro dei Sepultura, che si potranno comunque ascoltare una song intitolata “Euphoria Desperation“, bellissima con ritmi tribali che riportano dritti a “Chaos A.D“ o “Roots“ ; segnalo pure la melodiosa “A Million Judas Iscariotes“ che si muove su scale e armonizzazioni arabeggianti molto ben riuscite. Insomma, la prima uscita solista di Andreas Kisser ci presenta più l'uomo senza veli e senza maschera che lo strippone tutto stivali e note al fulmicotone tutta immagine, intento a presentare molte songs sicuramente non buttate là per venderci qualche cosa ma fatte di profumi differenti tutti da provare. Se appartenete a quella schiera di brufolosi che testardamente acquistano sempre il “loro“ unico e “troppo figo“ eau de toilette, allora tutte le fragranze contenute in questo “Hubris I & II“ vi provocheranno sconquassi ventrali. Precisazione: l'album è cantato in portoghese ed inglese, e l'etichetta che lo produce, Mascot Records, è da lodare dato perché tenta sempre di lanciare prodotti anti-commerciali e chitarristici che altre case discografiche difficilmente accettano.

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