Un uomo in un locale, una bettola in cui ristorarsi e silenziosamente sorseggiare del buon whisky. Lo sguardo severo tiene lontano gli avventori, tranne che la curiosità di un piccolo bambino. Innocentemente si avvicina all’uomo - tra lo sguardo preoccupato dei clienti - e gli chiede: chi sei, cosa fai qui? L’uomo lo guarda e gli risponde: sono un pirata; incomincia allora a raccontargli la sua storia, fatta di avventure, scorribande e spensieratezza. I Black Bones nascono nel 2005 e dopo una lunga gavetta approdano alla Black Blood Brigades Records. C’è tanto nel full-lenght, il quale non lesina in passione e coinvolgimento, come anche non deficita per doti tecniche. Il galeone musicale di questi pirati naviga tra i mari del Folk Metal, del Punk e dell’Hard Rock. Quello che più ci stupisce è il saperci trasportare in atmosfere che tanto sanno di mare e di ciurma pronta a festeggiare. Spirito di gruppo che si traduce in momenti di evasione che portano con sé l’odore della salsedine sulla pelle. Molto azzeccati, in questa direzione, le ritmiche punkeggianti che riecheggiano tra le suite più folk. Per spirito e coinvolgimento, vengono rievocati i Running Wild, anche se qui di Thrash non ne vediamo proprio l’ombra. I brani proposti potrebbero essere colonna sonora ideale per esibizioni live, per la loro immediatezza e ritmica prorompente. Tutto ciò non deve far pensare che “Pirates Of The Coast” sia un album semplice o comunque poco ricercato nei toni. L’amalgama creata, tra melodie e passaggi più energici, non ha mai un momento di incertezza, con chiusure pregevoli e sfumature ardenti. L’uomo, dopo aver raccontato la sua storia, vede entrare con la coda dell’occhio un manipolo di uomini di legge, improvvisamente fugge, rocambolescamente finisce su un carro che lo porta verso il mare. La nave è attraccata in un luogo sicuro, volge lo sguardo verso il mare e sorridente affronta una nuova avventura. Tutto ciò sono i Black Bones, project interessante e che non vi deluderà di certo!






