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venerdì, 03 settembre 2010

 
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Simone Fiorletta - When Reality Is Nothing

 
Simone Fiorletta - When Reality Is Nothing

info

Band Simone Fiorletta
Titolo When Reality Is Nothing
Etichetta Lion Music
Genere instrumental
Anno 2009
Durata 57 minuti
Nazionalità Italia
Formazione Simone Fiorletta - guitars
Andrea De Paoli - keyboards
Matteo Raggi - bass
Marco Aiello - drums

Guests:
Neil Zaza - guitar
Mistheria - keyboards
Valerio D'Anna - synth
Armando Pizzuti - bass
Fabrizio Auri - drums
Tracklist 1. Thanx
2. My Brother
3. Dance In The City
4. I Believe In You
5. Loneliness In Your Eyes
6. Laura
7. Oh No, Once Again?!
8. Ehy...What's Up?
9. Like A Bird
Contatti http://www.myspace.com/simonefiorletta
Voto 7
Scritta da Elio F

Simone Fiorletta, apprezzato chitarrista dei Moonlight Comedy, giunge al suo terzo album solista. Trattasi essenzialmente di un disco strumentale, dove il chitarrista si sbizzarrisce tra interminabili assoli e virtuosismi in abbondanza. Il classico lavoro dunque essenzialmente rivolto agli amanti delle sei corde. Ad accompagnarlo c’è una vera e propria band, con un’ottima sezione ritmica composta da Matteo Raggi al basso e Marco Aiello alla batteria, oltre ad un bel lavoro alle tastiere ad opera di Andrea De Paoli dei Labyrinth. In più, ad impreziosire ulteriormente il disco, contribuisce la presenza di numerosi guest, tra i quali, oltre ad alcuni compagni di Simone nei Moonlight Comedy, spicca la presenza di Neil Zaza e di Mistheria (B. Dickinson). I nove brani che compongono “When Reality Is Nothing” sono abbastanza vari e mettono in mostra il buon gusto e la grande tecnica del suo autore. Per la loro stesura, Simone sembra trarre spesso ispirazione da esperienze personali o fare riferimento a persone importanti della sua vita. Ad esempio, la spumeggiante "Thanx" è essenzialmente dedicata ai suoi genitori, mentre la successiva “My Brother” fa chiaramente riferimento al fratello; o, ancora, la delicata e dolce “Laura” farebbe pensare al nome di una donna per lui importante. Alquanto singolare un brano come “Dance In The City”, dove possono ascoltarsi nella parte iniziale i rumori di un tizio che sale sull’auto, accende l’autoradio, e ascolta nelle varie stazioni alcuni passaggi che costituiscono un’anticipazione di quello che potrà ascoltarsi su questo disco. Molto introspettiva è invece “Loneliness In Your Eyes”, mentre “Oh No, Once Again?!” rispolvera in versione elettrica motivetti dal sapore western. In generale, comunque, tutti i brani presentano delle atmosfere solari con splendide armonie che rendono il disco godibilissimo. Unico limite, quello di essere troppo incentrato sulla chitarra, quando sarebbe bastato poco per ampliare notevolmente la propria potenziale audience.

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