Delle fiamme ardono in lontananza, pian piano le raggiungiamo fino a sentirne il calore. Ne rimaniamo colpiti, per i riflessi neri come la pece e l’eleganza delle movenze. Quel che vediamo è uno spettacolo di rara bellezza in una landa desolata e fredda. Intravediamo figure dal portamento aristocratico, il loro volto è coperto da maschere angoscianti ed i passi ci ipnotizzano inesorabilmente. Musicalmente i Nefertum non si discutono, Black Metal sinfonico eccellente e che non ha nulla da invidiare alle band più blasonate. In cosa allora si distinguono da altri del genere? Obbiettivamente i nostri non sono caduti nel vortice dell’Extreme Symphonic dei Dimmu Borgir o dei Cradle Of Filth, mantenendo una linea più di scuola Emperor e delle stesse band sopra citate dei periodi migliori. I ragazzi non hanno inventato nulla, è vero, ma come non lasciarsi trascinare dall’epica delle tastiere, dalle accelerazioni furiose di chitarre e batteria. Archi a profusione innalzano con solennità “Revered Lames” che alimenta il suo stesso essere con uno spirito indomabile e fervida fantasia che trova piena vitalità anche grazie ad un’ottima produzione. Speriamo questi ragazzi sappiano dare un tocco di originalità ai suoni, perché credetemi le strutture e gli sviluppi delle songs sono tutt’altro che banali o scontati. Veramente ottimi!






