Nella discografia dei Last Mistake "Living Again" giunge dopo tre demo-CD pubblicati in due anni (sostanzialmente sempre lo stesso prodotto implementato di volta in volta) e un debutto autointitolato uscito grazie a Powerzone Records nel 2007, e prodotto addirittura da Claudio Simonetti (Goblin, Daemonia). All'attivo anche l'apertura dei palchi di Sadus ed Extrema. L'intenzione del laziali è di coniugare il rock delle grandi band del passato come Scoprions, Journey, Rainbow, Queen, con un approccio elettronico più moderno ed attuale. Sul significato dei termini "moderno" ed "attuale" ci sarebbe da discutere ma si rischierebbe di spaccare il capello in quattro. La domanda (legittima) da porsi è semmai: sono riusciti i Last Mistake nel compito prefissosi? La mia risposta è no. Le arie del grande rock della storia non soffiano su "Living Again" e, quanto all'elettronica, vi si ricorre con timidezza e prevedibilità. Le melodie vocali di Alex tentano di donare fisionomia e personalità alle songs ma nell'impegno di seguirle ho perso il filo che avrebbe dovuto condurmi ai Queen di Freddy Mercury o ai Rainbow di Ritchie Blackmore. L'uno-due di "Time To Shine" e "Lady Time", per dire, ha imposto il ricorso ad una abbondante caffettiera per mantenere vigile la mia attenzione. Non di rado si sconfina nel pop. I Last Mistake mettono troppa carne al fuoco, sembra di avvertire un'apertura alla Genesis, bruscamente interrotta dal sopraggiungere di partiture "cool" adatte ad una teen band americana che gioca coi sintetizzatori e l'alternative rock, esplodono colori adolescenziali ovunque, e poi il cantato di Alex impasta tutto con chorus AOR dolciastri e levigati. In chiusura con "The Silent Room" il combo di Formia si gioca financo la carta della rilassatezza "cosmico-esistenziale" alla Pink Floyd. "Living Again" pare una moto custom piena di così tante saldature e scandita da assemblaggi così vari e diversi tra loro, da risutare infine impossibile alla guida. Di positivo c'è che la produzione è discreta, i ragazzi padroneggiano gli strumenti con dovizia e certo non manca loro l'ardire creativo. Raffinando meglio la proposta può arrivare un prodotto più convincente.






