Avevo conosciuto i Zandelle con "Twilight On Humanity" (2002), album mediano tra il debut "Shadows Of Reality" (1998) e il più recente "Vengeance Rising" (2006). Il progredire della band mi aveva un po' deluso, la carriera dei guerrieri di Brooklyn aveva preso una piega più canonica e allineata; se infatti "S.O.R." si distingueva per un epic schiettamente americano, dalle melodie difficili, ritmiche intricate e dalla scarsa attitudine power, il successivo "V.R." invertiva invece la rotta esaltando proprio una vena power europea. Stessa parabola dei concittadini Gothic Knights (il cui primo singer, Tsalikis, fondò proprio i Zandelle). "Flames Of Rage" si propone come un compendio dei due continenti, una via di mezzo tra le ruvidezze U.S. metal e le rotondità più accomodanti del power europeo. Niente di troppo smaccatamente melodico, sia chiaro, ma certamente neanche si può parlare di spigolosità alla Cirith Ungol. Presente anche qualche timida traccia di keyboards a creare enfasi. Certi passaggi evocano il denim & leather della premiata sartoria Judas Priest (come nel caso della title-track), mentre la conclusiva suite "Eradicated Existence" si lancia sull'ambiziosa distanza di ben 21 minuti di durata. Un vero tour de force! Album discreto, che sarebbe risultato più che buono se snellito un po'. Se ancora non vi siete ripresi dalla notizia dello scioglimento degli Assedium, fate un pensierino su "Flames Of Rage"!






