2002, Reggio Emilia, tre amici formano i Waterwings. Nel 2005 viene pubblicato l'EP "The Happiest Sadness" e un secondo chitarrista si unisce alla formazione. Seguono vari live set e nel 2007 il combo si chiude in studio per dar frutto al debutto "Melodrama Of Unfortunate Events", grazie a UK Division Records. Cosa si propongono i nostri? Melodic punk rock, dove per punk occorre far riferimento alla moderna accezione del termine (ovvero: scordatevi Sex Pistols, Clash, Ramones, Siouxsie And The Banshees e compagnia anarco-ribelle). Nelle songs dei Waterwings c'è il party pop rock adolescenziale di Blink 182, Sum 41, My Chemical Romance, Avril Lavigne, Paramore ... si, emocore, proprio quello, avete capito bene. Sullo sfondo, qualche vaga reminiscenza "adulta" di band come Bad Religion, Green Day e Offspring. A beneficio dei ragazzi va il fatto che il look è assolutamente tollerabile e sopportabile, senza scadere nel lolitismo glamour chic da film di Tim Burton girato in un negozio di Uniposca fosforescenti. Musicalmente le tracce di "Melodrama Of Unfortunate Events" assommano - a mio parere - pregi e difetti di quasi tutti gli album del genere, musica innocua e gradevole all'ascolto, apprezzabile preferibilmente mentre si è affaccendati in altra attività, ma poco del contenuto rimane e sedimenta se ci si concentra realmente sulle note profuse dalle casse. Un sound evanescente e brioso, ma che si disperde al vento come le bollicine di una bottiglia di Ferrarelle. Certo, anche la levità è una qualità, dipende dalle intenzioni di chi si pone all'ascolto. Un buon prodotto (ben suonato e registrato) per la fetta di mercato a cui è rivolto.






