Prendete i primi Klimt 1918, colorateli di nero e aggiungete influenze Dark Wave ed ecco gli Amesoeurs. Band Francese attiva dal 2004 e poco conosciuta ha all’attivo un EP e uno split con i Valfunde. Lavoro per molti aspetti al di fuori dalla media del genere, distinguibile per le atmosfere pindariche date dalle parti più melodiche e wave. Voce femminile che non cade nella banale retorica gothic ma che, anzi, ha un non so che di sofferente nonostante la timbrica così clean. Momenti convulsi poi di black metal allo stato puro risaltano a cenni in alcuni brani ma fanno solo da contorno ad una metrica e struttura che non punta alla becera estremizzazione. Il disco è composto quasi interamente dal polistrumentista Neige, già attivo in varie band quali Peste Noire, Mortifera, Alcest e Forgotten Woods. LP a cui è accostabile di certo il sostantivo decadentista. Languore di un sole stanco e morente che rilascia i suoi ultimi bagliori di luce per poi spegnersi nel nulla. Poeta maledetto della “corrente musicale”, Neige rappresenta un’arcana entità tra individuo e mondo in cui solo la disperazione e l’irrazionalità la fanno da padrone. Inconscio coinvolgimento nel gorgo della realtà, in cui si è spinti da forze non conoscibili scientificamente. Il disgusto per la vita trova piena soluzione nella ricerca di un ideale, o comunque diventare un tutt’uno con questa esistenza inspiegabile. Peccato che sonoramente gli Amesoeurs cadano a volte un po’ nella tediosa ripetizione. Disco in ogni caso decisamente stimolante.






