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Hangar 18 Libri Il Negromante Del Rock - Steve Sylvester
 

Il Negromante Del Rock - Steve Sylvester Il Negromante Del Rock - Steve Sylvester

Il Negromante Del Rock - Steve Sylvester

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Titolo
Il Negromante Del Rock - Steve Sylvester
Scritto da
Psychotron

Titolo completo: Il Negromante Del Rock - Steve Sylvester
Autore: Steve Sylvester con Gianni Della Cioppa
Prefazioni di: Carlo Lucarelli, Marco Manetti
Editore: Crac Edizioni
Data di uscita: 1.12.2011
Pagine: 220 (brossura, illustrato)


Si scoprono un bel po' di cose leggendo il racconto della nascita dei Death SS fatto dal protagonista assoluto di quella storia, Steve Sylvester, assieme a Gianni Della Cioppa; in questi 30 anni di musica tanto era già emerso in materia, ma per la "sua" versione dei fatti, Steve ci regala ulteriori aneddoti, particolari, punti di vista, che certamente faranno la gioia di tutti i fans della band, nonché di qualsiasi curioso che abbia esplorato il rock in Italia in questi decenni.

Storiograficamente, il libro occupa il lasso temporale che va dai primissimi anni di vita dell'artista pesarese (anch'essi necessari per la giusta comprensione del fenomeno Death SS, in quanto propedeutici a ciò che sarebbe poi accaduto) sino alle soglie del rientro in scena nel 1988 con "In Death Of Steve Sylvester", ovvero, la seconda vita del vampiro e dei suoi (nuovi) accoliti. Steve si racconta in prima persona, con un piglio molto asciutto e coinvolgente; pare di vedere i suoi occhi mentre narra, quel suo sguardo penetrante ed ipnotico che ammalia, seduce e inquieta al contempo. Ed infatti, non di rado, lui stesso racconta episodi nei quali il suo carisma e la sua presenza "scenica" sono bastati ad atterrire persone a vario titolo, il pubblico, dei malintenzionati, o semplicemente i suoi concittadini bigotti sul finire dei '70.

Appare evidente come ogni mossa di Steve sia stata pionieristica nella sonnacchiosa Italia di quel periodo, ed anche a livello internazionale si sia situata in contemporanea (dove non in anticipo) con realtà quali Kiss, Alice Cooper, Venom, eccetera, ovvero quei nomi che per un motivo o per un altro sono spesso stati associati alla band fautrice dell'horror rock.
Steve descrive minuziosamente i suoi interessi adolescenziali (mal visti ma mai osteggiati dalla famiglia), fatti di fumetti e film horror, testi di occultismo, grimori di magia, esplorazioni cimiteriali, orge, musica rock "fracassona", come lui stesso la definisce, a partire dai fondamentali Sweet, primo vero amore di Steve (...come dargli torto, del resto!).

Poi la crescita a livello esoterico, la conoscenza di figure chiave, maghi, saggi, occultisti, stregoni, una ridda di personaggi estremi, dai ciarlatani ai più esperti indagatori delle altre dimensioni, il tutto convogliato nel progetto Death SS, nato per volere di Steve, ma da subito arricchito dal contributo di Paul Chain, anima errante, affine e complementare a Steve, perlomeno nei primi anni della loro collaborazione. A tal proposito, Steve non fa mistero delle controversie che hanno accompagnato la suddetta liaison artistica, e in modo tutto sommato oggettivo (pur rappresentando sempre quella che è la sua campana) dà a Cesare quel che è di Cesare, mettendo in luce pregi e difetti del suo band-mate di allora.

In chiusura il tomo reca delle interviste agli ex membri della band, tra le quali anche una a Paul Chain, che però parla di sé in terza persona, chiamandosi "il morto" (in relazione alla assoluta ed irermovibile chiusura di quella esperienza), e dispensando in ordine sparso opinioni e pareri su quanto accaduto. Impressionante la lista dei casi neri che hanno attorniato la band (a dire: la sfiga è parte integrante di chi tocca i Death SS o si mette contro Steve, che lui definisce un vero praticante di magia nera), ovvero: la perdita dell'occhio dello stesso Chain; un incidente d'auto occorso a Chain, dal quale lui si salva "come per miracolo" e per colpa del quale ancora oggi porta importanti postumi - incidente per altro profeticamente descritto da Chain nella canzone "In The Darkness" - l'impazzimento del primo cantante chiamato a sostituire Steve nell'era del solo Paul Chain alla guida dei Death SS, impazzimento permanente dovuto ad un acido, e l'ulteriore aggravio di un tumore; la morte nel 2004 di Sanctis Ghoram, secondo sostituto di Steve, anch'egli stroncato da un tumore; l'impazzimento di Alberto Simonini, assediato dai "demoni"; la sordità irreversibile di Claud Galley; la morte per droga del primo Danny Hughes; i vari incidenti che Laura Christ, moglie di Chain, avrebbe subito e sperimentato sulla propria pelle in più occasioni.

Steve si racconta in modo abbastanza vero (anche se certamente si dovrà saper leggere tra le righe), con un po' di vanità, ma non negando alcuni errori commessi lungo il proprio percorso. Un fan dei Death SS della prima ora come il sottoscritto non può assolutamente lasciarsi sfuggire questo volume, appagante anche graficamente, poiché pieno di immagini, foto e rimandi iconografici al testo scritto. Grazie Steve, adesso ci sentiamo tutti un po' più parte di questa grande famiglia.

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