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venerdì, 03 settembre 2010

 
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Ministry - Psalm 69: The Way To Succeed And The Way To Suck Eggs

 
Ministry - Psalm 69: The Way To Succeed And The Way To Suck Eggs

info

Band Ministry
Titolo Psalm 69: The Way To Succeed And The Way To Suck Eggs
Etichetta Warner Bros.
Genere industrial-electro-synth pop
Anno 1992
Durata 44 minuti
Nazionalità U.S.A.
Formazione Alain Jourgensen - vocals,guitars,programming
Paul Barker -bass, programming
Additional musicians:
W. Rieflin - drums
M. Scaccia - guitars
M. Balch - keyboards, programming
H. Beno - programming
L. Svitek - guitars
Gibby Haynes vocals
Tracklist 1. N.W.O.
2. Just One Fix
3. TV II
4. Hero
5. Jesus Built My Hotrod
6. Scarecrow
7. Psalm 69
8. Corrosion
9. Grace
Contatti http://www.ministrymusic.org/
Voto senza voto
Scritta da Dead Channel

Recensione di Dead Channel (Talisman Stone - Italia)

I Ministry sono stati, fino al loro scioglimento pianificato nel 2008, uno dei più importanti gruppi della storia della musica rock. Nati nei primi '80 prendendo ispirazione dalla nascente new wave e dall'industrial elettronico di bands come FRONT 242 e Cabaret Voltaire si orientarono presto verso una commistione di generi: un crossover di suoni, tra hardcore, elettronica e metal, traendo influenze da Butthole surfers e Foetus, e creando quello stile che verrà definito Industrial rock o Industrial metal che dir si voglia. "Psalm 69" esce nel 1992 dopo lo stupendo "The Mind Is A Terrible Thing To Taste" e diventa un caso mondiale e politico vendendo milioni di dischi in tutto il mondo. E' sicuramente l'album più famoso del gruppo di Chicago e si pone esattamente a metà della carriera del gruppo che riuscirà a superare tre decenni di attività(1980-2008). Il cd inizia con alcuni degli evergreen, con liriche al napalm e la voce distorta e inumana del cantante Alain Jourgensen che vomita poesia da giungla metropolitana. Ascoltando l'intero disco sembra di entrare in una guerriglia urbana e poi uscire all'inferno. Se la prima traccia "NWO" è un attacco al presidente Bush Sr., "Just One fix" con la partecipazione nel video e nel remix dello scrittore di "Pasto Nudo", William Burroughs, è una autobiografia del mondo della droga, in particolare vedi la voce Eroina, di cui Jourgensen ne è stato vittima per 20 anni. I brani si susseguono tra l'allucinante/sboccato/psicotico grind metal industriale di "TV II", il rock and roll robot-metallico di "Hero" che accusa l'ipocrisia eroica dell'esercito americano, per arrivare al classico "Jesus Built My Hotrod" con la straordinaria partecipazione di Gilby Haines, cantante di quei Butthole Surfers già prima citati, che è forse il loro brano più divertente e famoso: tra il non sense e il rockabilly deviato verso l'hardcore-industrial. Il seguito dell'album cambia toni e colori e vira lentamente verso un viaggio all'inferno: i suoni si dilatano, i rumori distorcono verso l'infinito e si arriva a uno dei più indovinati pezzi dei Ministry di tutta la loro intera carriera, "Scarecrow", un acidissimo blues cadenzato da un'inumana voce al vetriolo, che descrive l'uomo e il suo destino di solitudine estrema parafrasandolo a uno spaventapasseri crocifisso e lasciato in isolamento. Poi un'accusa alla chiesa e ai predicatori televisivi americani con il brano che dà il titolo al disco, tra campionamenti presi da sermoni e dal film Stati di Allucinazione, la canzone sembra un doom metal in chiave ovviamente industrial dove gorgogliano bestemmie e denuncie contro l'ipocrisia del sistema delle religioni di massa; è uno dei loro brani più cattivi di sempre... Si arriva alla fine con due tracce quasi completamente rumoriste, in cui l'ultimo, "Grace", è letteralmente spaventoso e sembra descrivere l'ultima trasmissione radio percepibile dall'umanità durante la sua estinzione totale: un urlo femminile terrificante percorre l'intera traccia mentre alcuni disturbi radio annunciano la fine del mondo tra scrosci di fiamme, batterie percosse, cascate di distorsioni chitarristiche e altre urla da girone dantesco. "Psalm 69" sembra ancora oggi un prodotto appena uscito, fresco e modernissimo, uno dei più rappresentativi dischi di denuncia politica nei confronti del sistema sociale e politico degli Stati Uniti D'America. E un assoluto capolavoro musicale.

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