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Recensioni Novità Daedalus - Motherland
 

Daedalus - Motherland Daedalus - Motherland

Daedalus - Motherland

info

Titolo
Motherland
Anno
Durata
57 minuti
Nazionalità
Formazione
Davide Merletto - voce
Andrea Torretta -chitarra
Fabio Gremo - basso
Sandro Amadei - tastiere
Daz La Rosa - batteria
Tracklist
1. What A Challenging World
2. Your Lies
3. Until You're Here
4. Perspective Of The Moon
5. For Aye
6. Motherland
7. Sand
8. Weather The Storm
9. Underground
10. A Tale
11. Empty Rooms
Voto
7,5
Scritta da
Francescojo

Facciamo un ipotetico confronto eno-prog-metallico: il prog metal dei Dream Theater più cervellotici e dei gruppi che puntano soprattutto sulla tecnica è un bel vino rosso, robusto e dai sapori intensi, ma abbinabile solo con una cerchia ristretta di cibi e difficile per i palati meno abituati, mentre questo nuovo lavoro dei genovesi Daedalus, il terzo della loro carriera, è un bianco fresco e frizzante, facile da buttar giù e immediatamente digeribile. “Motherland” è un album che riesce ad equilibrare i passaggi più tecnici e le strutture progressive con altre più facilmente assimilabili, grandi quantità di melodia ed influenze power, con riferimenti che vanno dai Dream Theater, agli Angra ed Helloween, senza dimenticare il tipico power-prog di scuola italiana. Aiutato dalla buona produzione di Roland Grapow (che ci regala anche un assolo di chitarra), il disco risulta godibile ed abbastanza personale, anche se non riesce a raggiungere lo status di capolavoro. Tuttavia, di canzoni estremamente apprezzabili ce ne sono, a partire da “Your Lies”, che ha il compito di aprire l’album in seguito alla lodevole introduzione, deliziandoci con un bel riff pesante e rallentato, che si contrappone alla successiva “Until You Are Here”, più ritmata e melodica, ai confini col power (il brano ricorda i primi Elegy), dotata di un bel ritornello arioso, tastiere dal sapore settantino, e un intervallo strumentale degno di nota; molto bene anche con la complessa “A Tale”, brano dalla componente altamente progressive, dove si può apprezzare la buona tecnica dei nostri ed il buon gusto di saperla combinare con melodie d’effetto, la semi-ballad “For Aye”, dall’incipit acustico e con un chorus degno dei migliori Angra e l’aggressiva “Sand”. “Motherland” ha il pregio di accontentare un po’ tutti, dai progster più esigenti agli amanti del power, ai quali consiglio caldamente di procurarsene una copia, che girerà nel loro lettore per parecchio tempo!

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